Monitor videosorveglianza: come scegliere quello più adatto

Attualmente i sistemi di videosorveglianza rappresentano uno degli strumenti più utilizzati per controllare 24 h su 24 sia gli ambienti interni che gli esterni: non solo edifici di prestigio come musei, banche e pubblici uffici, ma anche semplici negozi, fabbriche, centri commerciali e abitazioni private vengono messe in sicurezza con l’ausilio di sistemi formati da un gruppo di telecamere, un DVR (videoregistratore digitale), un software specifico e monitor adibiti alla visione delle immagini riprese in tempo reale oppure registrate.

Un tempo appannaggio esclusivo di chi possedeva le risorse economiche necessarie a installarne uno, oggi i sistemi di videosorveglianza sono alla portata di tutti. La tecnologia, infatti, ha fatto passi da giganti e oggi chiunque può acquistare un kit di videosorveglianza completo di tutto l’occorrente, in vendita presso negozi specializzati oppure online, su siti web di e-commerce che offrono un’ampissima scelta a prezzi estremamente competitivi.

Tra gli elementi più importanti di questi kit ci sono senza dubbio i monitor per i sistemi di videosorveglianza, ossia la componente hardware con cui l’utente si interfaccia per controllare le immagini catturate. Data l’ampiezza dell’offerta, scegliere il monitor più adatto al nostro sistema di videosorveglianza non è un’impresa semplice.

Bisogna innanzitutto tener conto di molteplici fattori come il prezzo che si intende pagare e soprattutto le caratteristiche che il monitor di videosorveglianza deve soddisfare. Il compito principale di un monitor, all’interno di un sistema di videosorveglianza, è quello di convertire il segnale video proveniente delle telecamere, e filtrato dal DVR, in immagini che l’utente visionerà alla ricerca di eventuali responsabili di danni o effrazioni.

Spesso l’importanza del monitor viene sottovalutata: in realtà è opportuno che il monitor abbia una qualità uguale o, ancor meglio, superiore a quella delle telecamere; questo perché solo così è possibile garantirsi una riproduzione eccellente, ma soprattutto fedele, delle immagini catturate dal sistema di ripresa.

Oggi per la videosorveglianza vengono usate principalmente due tipologie diverse di monitor: quelli a tubo catodico (CRT) e quelli a cristalli liquidi (LCD). Scegliere la tipologia più adatta al nostro sistema dipende però anche da caratteristiche come la grandezza del monitor (che si misura in pollici e che si riferisce alla misura in diagonale dello schermo) e ovviamente dalla sua risoluzione, caratteristica che in sostanza determina la qualità dell’immagine trasmessa.

Se si dispone di poco spazio, sarà meglio optare per i monitor più piccoli in commercio, quelli da quattro pollici, tenendo però presente che possono essere grandi fino a ventuno pollici. Esiste inoltre una regola CEI (la EN 50132-7) che indica quanti e quali monitor installare: lo fa sulla base della grandezza dell’oggetto da controllare e del rapporto con l’altezza a cui verrà installato lo schermo.

Per quanto riguarda invece la risoluzione, i monitor a tubo catodico, quelli tradizionali, sono più che sufficienti per garantire immagini di buona qualità, attraverso le quali è possibile riconoscere oggetti e persone. Tuttavia, se si desiderano immagini particolareggiate e magari a colori, nonché una risoluzione maggiore, è più opportuno optare per monitor LCD, senza dubbio più moderni, che hanno anche il vantaggio di essere meno ingombranti. Se si installano sistemi di videosorveglianza con telecamere Ip – di rete – è opportuno optare per questo tipo di monitor, che tra le altre cose rendono al meglio le immagini digitali ad alta risoluzione.

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