La videosorveglianza nei condomini

La sicurezza delle nostre abitazioni nei confronti di intrusioni di malintenzionati sta diventando un tema assai caldo. Dispiace dirlo, ma mentre un tempo non era infrequente che la gente stesse in casa con la porta di ingresso aperta, almeno in molte zone d’Italia, adesso per ragioni più o meno motivate questo non è più pensabile. Porte blindate e sistemi di allarme sono presenti e attivati in moltissime abitazioni.

L’ideale sarebbe comunque fare in modo che i malintenzionati alla porta di ingresso neanche ci arrivino, o, nella malaugurata eventualità che portino a termine un furto, siano facilmente identificabili. Per questi ultimi due punti oggi la tecnologia ci permette di installare con spese contenute impianti di videosorveglianza. In particolare, la videosorveglianza nei condomini sta diventando piuttosto usuale.

Negli spazi comuni del condominio, e soprattutto nei punti topici quali ad esempio il portone di ingresso e i corridoi di accesso, sono piazzate le telecamere che saranno connesse via cavo schermato o linea LAN (se digitali) a una zona, ad esempio una stanza comune, dove sono installati gli altri elementi che compongono l’impianto.

In particolate avremo il Digital Video Recorder per videosorveglianza, che provvede a connettere tutte le telecamere presenti e a registrarne le immagini. Queste potranno essere registrate in continuo o solo quando il software del dispositivo rivela la presenza di soggetti in movimento nell’inquadratura. Il DVR è spesso dotato di modem per la sua connessione alla rete internet, che consente la visione in remoto delle riprese. Un monitor può completare la dotazione di minima dell’impianto di videosorveglianza per condomini. Piuttosto utile, nei sistemi per condomini, è l’adozione di telecamere connesse al DVR tramite Wi-Fi. Questo sistema consente di evitare le connessioni fisiche e quindi i lavori relativi per realizzare le tracce nei muri.

Un altro aspetto molto importante che riguarda gli impianti di videosorveglianza nei condomini è quello legale, sia per quanto riguarda l’aspetto della privacy che per le modalità di approvazione e installazione dell’impianto. Per fortuna, a definire meglio la questione, è intervenuta una legge approvata nel 2012 ed entrata in vigore il 18 giugno 2013 dal nome “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici”. Qui si stabilisce che anche per l’installazione di un impianto di videosorveglianza, devono essere di parere favorevole almeno il 50% dei partecipanti l’assemblea condominiale, che devono però possedere almeno il 50% dei millesimi.

Per quanto riguarda l’aspetto della privacy, anche per l’impianto di videosorveglianza nei condomini vigono le normative contenute nei provvedimenti sull’argomento datati 29 aprile 2004 e 8 aprile 2010, relative alle riprese filmate nelle aree comuni, in particolare condominiali. Tra le regole da rispettare, una abbastanza controversa riguarda l’effettiva necessità’ di questi tipi di impianti che, dice la legge, possono interferire con il normale comportamento dei condomini e, in generale, delle persone che accedono alla zona condominiale. Per questo l’installazione di un impianto di videosorveglianza è legittimo solo se altri sistemi di allarme non sono applicabili e/o quando si sono già verificati episodi di furti o almeno intrusioni di estranei.

Anche nel caso di impianti di videosorveglianza nei condomini, la loro presenza deve essere segnalata attraverso appositi cartelli che ne dichiarano l’esistenza. Questo, comunque, può essere visto anche come deterrente per i malintenzionati che, prima di entrare in un luogo videosorvegliato, almeno, ci pensano due volte.

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